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Ven, Mag

Sarà successo a tutti di affidare per una sera i bambini a un parente o di chiedergli una mano per mettere ordine in casa. Ma nulla impedisce di assumere a tutti gli effetti un familiare come colf, badante o babysitter, pagandogli un regolare stipendio e versandogli i contributi.

Per coprire i giorni di riposo di una badante (o infermiere) addetta all’assistenza di persone non autosufficienti, un datore di lavoro può assumere uno o più lavoratori, conviventi o meno, da inquadrare negli stessi livelli (C super o D super).

accordoIl contratto di lavoro domestico è di regola a tempo indeterminato. E’ consentita l'apposizione di un termine (assunzione a termine o a tempo determinato) per ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo.

guidelinesPer ferie si intende un periodo di riposo, libero da attività lavorativa, che permetta al lavoratore il recupero delle energie fisiche e psichiche, sia nell’interesse del dipendente che del datore di lavoro.

calendario ferieLa durata minima delle ferie annuali è di 26 giorni lavorativi, indipendentemente dalla distribuzione dell'orario di lavoro settimanale.

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Indipendentemente dalla durata e dalla distribuzione dell’orario di lavoro, per ogni anno di servizio presso lo stesso datore di lavoro, colf e badanti hanno diritto ad un periodo di ferie di 26 giorni lavorativi.

Le mansioni di una lavoratrice o lavoratore indicano il contenuto tipico del lavoro svolto nell'ambito domestico.

attesa notturna sofa

È possibile assumere personale non infermieristico perché resti a disposizione durante la notte e presti assistenza in caso di bisogno.

attesa notturna

I lavoratori assunti per garantire esclusivamente la presenza notturna (e non l’assistenza o cura) rappresentano una categoria a sé.

altl datore di lavoro che assume un convivente, anche se parente o affine, dovrà darne immediata comunicazione all’Inps e alle autorità di pubblica sicurezza.

Essere assunti con un contratto regolare conviene non solo se il tuo progetto di vita è rimanere in Italia, ma anche se sei straniero e pensi di tornare un giorno nel tuo Paese.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di assicurare al personale domestico un ambiente di lavoro sicuro e salubre, secondo quanto previsto dalla legislazione vigente.

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Le mansioni di una lavoratrice o lavoratore domestico sono l'insieme di compiti e attività che il lavoratore o la lavoratrice devono adempiere per contratto.

Il diritto a fruire di vitto e alloggio, o soltanto di uno di questi, dipende dall'orario di lavoro, dal regime di convivenza e dagli accordi fra le parti.

È probabile che durante il rapporto di lavoro il datore di lavoro chieda al lavoratore convivente di seguirlo anche in altri comuni o in residenze secondarie, per villeggiatura o per altri motivi.

Colf e badanti possono prendere un certo numero di giornate di permesso retribuite per:

Colf, badanti e collboratori familiari hanno diritto a permessi retribuiti per l'effettuazione di visite mediche documentate (coincidenti anche parzialmente con l'orario di lavoro) nelle seguenti misure:

 

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Se non può lavorare perché è malata, la colf o badante è obbligata ad avvertire per tempo il datore di lavoro, ovvero entro l’orario previsto per l’inizio del lavoro, salvo cause di forza maggiore o obiettivi impedimenti.

Il licenziamento di un lavoratore domestico può avvenire in tronco, ovvero senza preavviso, nel caso di inadempimenti così gravi da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto di lavoro.

lavoro-ripartitoIl rapporto di lavoro può terminare anche per comune accordo tra le parti (risoluzione consensuale), ad esempio nel caso di trasferimento di una delle parti.

questuraSe il datore di lavoro recede prima del termine, il collaboratore domestico immigrato ha diritto a mantenere il permesso di soggiorno.

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La controversia di lavoro in ambito domestico sorge quando il lavoratore si sente leso nei propri diritti o nelle proprie aspettative, sulla base della legge, dei contratti collettivi o della prassi. Il contrasto può sorgere in merito al trattamento economico, previdenziale o normativo e in ordine ad un rapporto di lavoro in corso oppure già cessato.

Se ritieni che siano stati lesi i tuoi diritti o le tue aspettative economiche, per rivendicare le tue ragioni, anziché andare subito in tribunale, puoi proporre un tentativo di conciliazione al fine di risolvere consensualmente il contrasto con il tuo datore di lavoro.