La Domanda - Colf e badanti

Sidebar

23
Ven, Ago

Domanda

mouse

Per assumere un cittadino extracomunitario residente all’estero come collaboratore domestico, il datore di lavoro dovrà attendere la pubblicazione del Decreto Flussi e, a partire dalle scadenze indicate, presentare la cosiddetta "richiesta nominativa" per l’autorizzazione al lavoro.

La domanda può essere presentata esclusivamente online attraverso il sito web del Ministero dell’Interno: https://nullaostalavoro.interno.it.

Il datore di lavoro deve innanzitutto effettuare la registrazione come richiesto dal sistema automatico del sito del Ministero dell’Interno.

Una volta registrato, dovrà trovare e compilare il modulo per l’assunzione dei lavoratori domestici, che sarà disponibile soltanto nel caso in cui siano state previste delle quote apposite.

Si tratta di un contratto di soggiorno: un contratto di lavoro speciale perché, oltre a contenere informazioni sulla retribuzione, orario e luogo di lavoro, impegna il datore di lavoro a rispettare particolari obblighi.

Nel modulo telematico, infatti, si richiede al datore di lavoro di:

  • garantire al lavoratore una retribuzione mensile non inferiore al minimo previsto per l’assegno sociale. Per l’anno 2014 l’importo lordo annuo dell’assegno sociale è pari a €5.818,93, ovvero €447,61 al mese dividendo l’importo totale in 13 mensilità;
  • garantire un orario di lavoro settimanale non inferiore a 20 ore
  • a tal fine dimostrare di possedere un reddito annuo - anche derivante dal cumulo dei redditi dei parenti di primo grado non conviventi - di importo almeno il doppio rispetto all’ammontare della retribuzione annua dovuta al lavoratore da assumere. Se il datore di lavoro è affetto, o è affetto un componente della sua famiglia, da patologie o gravi handicap che ne limitano l’autosufficienza, non è obbligato a dimostrare il possesso della capacità economica;
  • assicurare la disponibilità di un alloggio idoneo, conformemente alle norme sull’edilizia residenziale pubblica o ai parametri igienico-sanitari fissati dal Ministero della Salute (es. metratura dell’appartamento proporzionale al numero delle persone che vi risiedono). Al momento della compilazione del modulo deve semplicemente indicare che l’alloggio è idoneo; successivamente, quando il lavoratore andrà a firmare il contratto di soggiorno, dovrà essere esibito il certificato che comprova l’idoneità (vedi idoneità alloggiativa)
  • obbligarsi al pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel paese di provenienza e alla comunicazione di ogni variazione concernente il rapporto di lavoro.

Terminata la compilazione di tutti i campi richiesti, il datore di lavoro dovrà inserire l'identificativo del pagamento di una marca da bollo di €16,00 (il codice riportato sul tagliandino adesivo).

La domanda di autorizzazione al lavoro così completata andrà inviata telematicamente al Ministero dell’Interno, il quale la inoltrerà automaticamente allo Sportello Unico per l’Immigrazione competente (ovvero del luogo presso cui il datore di lavoro ha la residenza o del luogo presso cui si svolgerà l’attività lavorativa).

Le domande vengono esaminate seguendo un criterio cronologico, secondo l’ora e i minuti di spedizione e in relazione alle quote disponibili presso ogni provincia.

La richiesta inviata mediante questo sistema è nominativa: la domanda va infatti legata ai dati anagrafici sia del datore di lavoro che del lavoratore. Perché la domanda venga accettata devono sussistere tutte le condizioni richieste, altrimenti l’istanza verrà rigettata. Vedi: I requisiti.

Trasmessa la domanda, lo Sportello Unico per l’Immigrazione ne valuta la completezza formale chiedendo eventuali integrazioni al datore del lavoro.

Acquisiti quindi tutti i pareri, lo Sportello Unico convoca il datore di lavoro per il rilascio dell’autorizzazione al lavoro definitiva, il cosiddetto “nulla osta”. Vedi: Rilascio del nulla osta.