Dimissioni lavoratori domestici, non valgono quelle telematiche   - Colf e badanti

Sidebar

28
Dom, Mag

L' esperto risponde

La mia colf mi ha comunicato che vuole dimettersi. Come funziona? Deve rivolgersi ad un patronato per l’invio telematico?

 

21 ottobre 2016 - Da marzo scorso se un rapporto di lavoro cessa per volontà del lavoratore che rassegna le dimissioni o anche per accordo tra lui e il datore di lavoro (si parla in questi casi di risoluzione consensuale),  è necessario seguire una procedura particolare affinché la cessazione del rapporto lavorativo sia valida.

Il lavoratore è tenuto, infatti, ad inviare l’apposito modulo telematicamente attraverso il sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it  purché sia in possesso del Pin dispositivo che rilascia l’Inps su richiesta.

Potrà, altrimenti, farsi assistere da un ente autorizzato (patronato, ente bilaterale, organizzazione sindacale, ecc. ) che compilerà ed invierà il modulo per conto del lavoratore.

Da questa particolare procedura, nata per contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco, sono esclusi alcuni rapporti di lavoro: sono esenti le lavoratrici e i lavoratori domestici e le lavoratrici in gravidanza e durante i primi tre anni di vita del bambino.

La colf, la badante o la baby sitter che ha intenzione di dimettersi deve quindi seguire una procedura diversa che prevede la convalida delle dimissioni presso la Direzione Territoriale del Lavoro o il Centro per l’Impiego territorialmente competenti ovvero sottoscrivere una dichiarazione in calce alla ricevuta della comunicazione di cessazione inviata all’Inps dal datore di lavoro (Legge 28 giugno 2012, n. 92).

In tutti i casi (dimissioni telematiche o convalidate) il datore di lavoro deve, entro cinque giorni dalla ricezione della lettera di dimissione, comunicare la cessazione del rapporto di lavoro all’INPS tramite i consueti canali (per maggiori informazioni clicca qui).

Avv. Mascia Salvatore