Vitto e alloggio - Colf e badanti

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Sab, Feb

Vitto e alloggio

Il diritto a fruire di vitto e alloggio, o soltanto di uno di questi, dipende dall'orario di lavoro, dal regime di convivenza e dagli accordi fra le parti.

L’alloggio, così come il vitto, costituisce una forma di retribuzione in natura.

 

  • Lavoratori conviventi: Per i lavoratori conviventi le condizioni di vitto e alloggio sono obbligatorie in quanto il lavoratore vive dentro il domicilio del datore di lavoro.

In particolare, questi lavoratori hanno diritto ad un’alimentazione sana e sufficiente, nonché ad un alloggio idoneo che rispetti la loro dignità e riservatezza.

  • Lavoratori non conviventi: I lavoratori con orario di lavoro pari o superiore alle 6 ore continuative hanno diritto alla fruizione del pasto oppure ad un’indennità pari al suo valore convenzionale (vedi: Indennità di vitto e alloggio).

Il tempo necessario per consumare il pasto si considera riposo non retribuito (poiché trascorso senza effettuare prestazioni lavorative) e deve essere concordato fra le parti.

  • Assistenza notturna: Coloro che prestano “discontinue prestazioni notturne di cura alla persona” qualora non siano conviventi dovranno avere a disposizione un’idonea sistemazione per la notte e hanno diritto alla fruizione della cena e della colazione, oppure ad un’indennità pari al suo valore convenzionale (vedi: Indennità di vitto e alloggio).
  • Presenza notturna: I lavoratori assunti per garantire esclusivamente la presenza notturna dovranno averea disposizione un alloggio idoneo per il completo riposo notturno.

 

Quando un lavoratore usufruisce gratuitamente dell’alloggio e/o del vitto, ha diritto ad avere l’indennità sostitutiva dell’alloggio nei casi in cui non possa usufruire dell’alloggio messo a sua disposizione dal datore di lavoro, indipendentemente dalla cittadinanza. Per maggiori dettagli, vedi: Indennità di vitto e alloggio.

Fonte: art. 11, 12, 15 e 35 CCNL 2013, art. 28 CCNL UGL/CONFIMEA/FEDERTERZIARIO, art 31 CCNL Ebilcoba