Licenziamento in tronco - Colf e badanti

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Mer, Nov

Licenziamento in tronco

Il licenziamento di un lavoratore domestico può avvenire in tronco, ovvero senza preavviso, nel caso di inadempimenti così gravi da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto di lavoro.

Perché il datore di lavoro possa procedere ad un licenziamento in tronco per giusta causa, il licenziamento deve trovare giustificazione in un comportamento del lavoratore, in un inadempimento o in una mancanza particolarmente grave.

La giusta causa consiste infatti in una condotta del lavoratore che non consente la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto di lavoro. In sostanza si tratta di in un grave inadempimento del lavoratore che rompe il rapporto di fiducia tra lui e il datore di lavoro.

Possono essere ipotesi di licenziamento per giusta causa le assenze ingiustificate dal posto di lavoro; le ingiurie o le minacce  poste in essere nei confronti del datore di lavoro o dei colleghi; i reati commessi nell’esercizio del lavoro (ad esempio un furto commesso sul luogo di lavoro) oppure i reati che, seppur commessi al di fuori del rapporto di lavoro, fanno comunque venir meno il rapporto di fiducia tra lavoratore e datore di lavoro.

La giusta causa consente il licenziamento in tronco del lavoratore, senza alcun preavviso.

Il licenziamento in quel caso non esclude eventuali responsabilità a carico del lavoratore.

ATTENZIONE! Ricordiamo che il requisito di una giusta causa ai fini del licenziamento di un lavoratore domestico non è richiesto: il datore di lavoro può infatti procedere al licenziamento senza obbligo di motivazione. La scelta di interrompere il rapporto può discendere semplicemente da motivi discrezionali o di opportunità. Rimane in questo caso obbligatorio il rispetto dei termini di preavviso.

 

Fonte normativa: art. 2119 del Codice Civile; art. 39, comma 5 del CCNL 2013