Preavviso di dimissioni - Colf e badanti

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Ven, Gen

Preavviso di dimissioni

dimissionipico2002Il lavoratore è tenuto a rispettare i termini di preavviso di dimissioni, comunicando in tempo debito al datore di lavoro la sua intenzione di dimettersi.

L’obbligo del preavviso è finalizzato a consentire al datore di lavoro di sostituire il collaboratore domestico dimissionario con altro lavoratore.

ATTENZIONE! Il rapporto di lavoro non è da considerarsi esaurito fino allo spirare del periodo di preavviso.

Il periodo di preavviso decorre dalla comunicazione di dimissioni del lavoratore.

Durante tale periodo le parti rimangono soggette a tutti i diritti ed obblighi che derivano dal contratto di lavoro. Se il lavoratore si ammala, il decorso del periodo di preavviso è sospeso.

Alla scadenza del preavviso, l'eventuale alloggio dovrà essere liberato da persone e da cose non di proprietà del datore di lavoro.

L'obbligo del preavviso non è previsto se le dimissioni vengono rassegnate per motivi digiusta causa (es. mancato pagamento della retribuzione, molestie sessuali, modifica delle mansioni, mobbing, ecc…), tali da non consentire più la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto. In questi casi, si ha l'immediata risoluzione del rapporto e la collaboratrice domestica ha comunque diritto ad avere l’indennità di mancato preavviso.

Restano esclusi dall’obbligo di preavviso anche i casi di dimissioni della lavoratrice madre.

L’obbligo di preavviso non è inoltre applicabile nei casi di accordo tra le parti nella risoluzione consensuale del rapporto.

DURATA DEL PREAVVISO

I termini di preavviso hanno una durata variabile in relazione all’anzianità del rapporto di lavoro e alle ore settimanali lavorative.

Il periodo di preavviso previsto dal nuovo CCNL 2013 in caso di dimissioni è il seguente:

  

Preavviso per dimissioni
Orario di lavoro

anni di anzianità presso

lo stesso datore di lavoro

giorni di calendario
25 ore settimanali o più da 0 a 5 7
oltre i 5 15
 
fino alle 25 settimanali da 0 a 2 8
oltre i 2 15

 

I termini sono raddoppiati in caso di licenziamento da parte del datore di lavoro.

Se il contratto non prevede l’applicazione del CCNL possono trovare applicazione i termini di preavviso di cui all'art. 10, R.D.L. n. 1825/1924 (legge sull'impiego privato).
 

IN CASO DI MANCATO PREAVVISO

Qualora collaboratrice domestica non rispettasse i termini di preavviso, il datore di lavoro potrà trattenere un’indennità pari alla retribuzione dovuta per il periodo di preavviso non concesso e richiedere il risarcimento dei danni.

Vedi: indennità sostitutiva del preavviso.

IN CASO DI CONTRATTO DETERMINATO

In caso di contratto di lavoro a tempo determinato, il lavoratore che receda prima della scadenza deve corrispondere al datore di lavoro un’indennità pari alla retribuzione dovuta per il periodo di preavviso non concesso.