Maternità - Colf e badanti

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19
Mar, Set

La lavoratrice in gravidanza può richiedere l'astensione anticipata dal lavoro in caso di problemi legati alla gravidanza o in caso di rischio lavorativo.

Durante la gravidanza e il puerperio, la lavoratrice ha diritto alla tutela del posto di lavoro e del reddito, all’astensione obbligatoria prima e dopo il parto, e a particolari diritti aggiuntivi a salvaguardia della salute fisica della donna e del bambino. Tali diritti sussistono anche in assenza di assunzione regolare.

In fase di editing.

In fase di editing.

La legge tutela la salute della lavoratrice in stato di gravidanza e del suo bambino non ancora nato, prevedendo il diritto ad un ambiente di lavoro e ad attività lavorative libere da rischi o pericoli per la madre o il bambino.

Durante la gravidanza, tutte le collaboratrici domestiche, a prescindere dal tipo e dalla durata del contratto, hanno diritto a permessi retribuiti per l'effettuazione di esami prenatali, accertamenti clinici o visite mediche specialistiche documentati, purché coincidenti anche parzialmente con l'orario di lavoro.

La legge prevede il divieto di licenziamento della lavoratrice madre fino alla fine del congedo di maternità.

Anche se l'unico obbligo è comunicare la gravidanza prima del congedo di maternità, è consigliabile che la colf o badante informi il datore di lavoro del suo stato di gravidanza in tempo utile, perché questi si possa organizzare in vista del congedo e adempiere ai suoi obblighi legali, incluso quello di mettere in atto le misure a tutela della salute.