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Ven, Ago

Il mediatore culturale è una figura che opera per favorire l’inserimento sociale degli immigrati: da un lato fornisce consulenza e sostegno agli immigrati per facilitarne una completa integrazione nel Paese in cui si sono trasferiti, dall’altro interloquisce con gli enti territoriali (Regioni, Province, Comuni), con i servizi sociali e con le diverse istituzioni che si occupano degli immigrati.

Di solito il mediatore culturale possiede un’adeguata conoscenza della realtà e delle caratteristiche delle strutture nelle quali svolge i suoi compiti. Il suo lavoro non si limita all’espletamento della semplice intermediazione linguistica, ma è ben più esteso: egli istituisce delle relazioni, attraverso iniziative territoriali mirate, che fanno leva sulla provenienza, sull’età e sulle caratteristiche degli utenti e del territorio nel quale opera.

L’obiettivo principale del mediatore è quindi la rimozione degli ostacoli culturali e l’agevolazione dello scambio e della comunicazione tra culture diverse. Lavora in diversi settori della società, dalle strutture sanitarie alle carceri, dove molti immigrati soggiornano nell’impossibilità di regolarizzare la propria posizione.

La neutralità di questo profilo, non rappresentando nessuna delle parti interlocutrici, garantisce l’instaurarsi di un dialogo su base paritaria, nel rispetto delle differenze reciproche.

Il mediatore culturale può operare nella Pubblica amministrazione come nelle organizzazioni non profit (prevalentemente nelle cooperative), spesso assolvendo incarichi pubblici.

 

Per chi desidera conciliare studio e lavoro e acquisire allo stesso tempo competenze tecnico-settoriali specialistiche e apprendere le principali metodologie di intervento, ICOTEA, E-Learning Institute accreditato al MIUR ai sensi della Direttiva 170/16, offre una valida alternativa ai corsi tradizionali, creando un percorso formativo specifico: un corso di Alta Formazione Mediatore Culturale/Interculturale – monte ore 1500 (http://bit.ly/2rFqSIb), capace di rendere il processo di apprendimento più efficace e innovativo, attraverso l’utilizzo di nuovi strumenti e materiali didattici.

Il Corso ICOTEA forma il mediatore culturale, istruendolo ad offrire consulenza al singolo utente, alle famiglie ed alle associazioni di immigrati, per aiutarli a muoversi autonomamente nella nuova realtà di vita e di lavoro.

L’obiettivo formativo è quello di rendere il mediatore culturale idoneo ad operare su due piani di intervento: quello della mediazione linguistica (come interprete e traduttore) e quello della mediazione culturale (come esperto della cultura degli immigrati e di quella del paese ospitante).

 

In particolare il mediatore culturale può:

  • affiancare l’équipe sociosanitaria nella presentazione degli indirizzi, terapie e procedure sociali e sanitarie compatibili con la cultura di provenienza dell’utente;

  • supportare l’attività di assistenza ad avvocati, difensori d’ufficio, magistrati;

  • valorizzare nelle scuole le culture differenti, di cui i bambini di minoranze etniche sono portatori;

  • svolgere funzioni di interpretariato nel caso di citazioni in giudizio per accusa di reati civili e penali, di supporto informativo e linguistico con la scuola, la famiglia e con la comunità di provenienza.

 

Il mediatore culturale modello ICOTEA deve possedere un’ottima capacità di relazionarsi con gli altri, buone doti comunicative, capacità di gestione e risoluzione dei conflitti, capacità di lavorare in equipe, conoscenza delle tecniche del colloquio individuale e di gruppo, dell’accoglienza, dell’ascolto attivo, della comunicazione e dell’interpretariato.

Dopo un excursus sul ruolo del Mediatore Culturale e una disamina approfondita degli strumenti di tutela messi a disposizione dal diritto internazionale, le lezioni del Corso Icotea affrontano il tema dello straniero in Italia, del sistema di accoglienza e dei diversi settori in cui questa figura professionale è richiesta. Alcuni capitoli sono invece destinati ad ampliare e consolidare la lingua inglese e francese.

 

I corsisti potranno accedere a un portale formativo E-LEARNING, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e seguire le lezioni interamente online, comodamente da casa. Il percorso didattico verrà attivato entro 24 ore successive alla data di iscrizione.

Il corso di Alta Formazione per Mediatori Culturali ha valore legale in Italia e all’estero e garantisce 20 Crediti Formativi Professionali (CFP) ai Liberi Professionisti, in qualità di dipendenti pubblici e non, iscritti presso Ordini/Albi/Collegi.

Inoltre, usufruendo entro il 31 dicembre del Voucher Formativo Finanziato, finanziamento dell’Unione Europea, che ICOTEA ha ottenuto a copertura parziale dell’importo totale del percorso formativo, si può contare su una sostanziale riduzione della spesa. Il Voucher Formativo, dedicato a tutti i corsisti, è compatibile anche con la Carta del Docente. Inoltre è sempre possibile suddividere il pagamento in comode rate, senza costi aggiuntivi.

La mediazione culturale è l’attività del futuro. Integra le civiltà e avvicina le istituzioni.

 

 

La proliferazione di scuole di italiano per immigrati e di singoli docenti free lance che insegnano la lingua e la cultura italiana a stranieri, che hanno necessità di imparare la lingua del nostro Paese o che trascorrono le vacanze in Italia, è un fenomeno che si registra da molti anni e con un’intensità sempre maggiore.

A tali bisogni è stata fornita una risposta iniziale con il fiorire di scuole che insegnano la nostra lingua ad un pubblico di stranieri. Col passar del tempo le offerte volte a soddisfare la domanda di apprendimento della lingua e della cultura italiana si sono andate diversificando e intensificando.

È nata la figura dell’insegnante di italiano a stranieri, ancora non ufficiale e con gli strumenti, inizialmente poco affinati, offerti dalla glottodidattica. I docenti di italiano a stranieri in origine non avevano una formazione specifica; spesso la loro formazione era affidata alla personale buona volontà e all’interesse dei singoli che svolgevano questo lavoro più per passione, o per arrotondare le proprie entrate, che come regolare attività lavorativa. La situazione odierna è molto cambiata. Gli esami di glottodidattica, inseriti come esami curricolari nei corsi di studio universitari e le numerose certificazioni in didattica dell’italiano a stranieri offerte dalle università italiane impegnate in modo più o meno esclusivo nell’insegnamento dell’italiano a stranieri, sono ormai una realtà nota a tutti. Manca ancora un riconoscimento ufficiale di questa figura così importante del docente di italiano a stranieri, ma siamo sicuri che non tarderà ad arrivare date le quotidiane occasioni in cui si richiedono le sue competenze. Basti pensare alle competenze specifiche che un insegnante della scuola dell’obbligo deve autonomamente procurarsi per gestire al meglio una classe che abbia un numero, anche esiguo, di studenti stranieri. Non parliamo poi delle esigenze dei mediatori culturali e dei facilitatori linguistici volte ad una maggiore integrazione.
Resta aperta, infine, un’altra strada, che porta da una parte, verso l’insegnamento dell’italiano in Italia a stranieri che trascorrono delle vacanze linguistiche nel nostro Paese, dall’altra, invece, raggiunge chi desidera apprendere l’italiano senza recarsi in Italia.
Questa soluzione offre la possibilità ai giovani che intendano trovare un lavoro in Italia di affrontare il futuro in modo innovativo: il docente di italiano a stranieri è ormai a tutti gli effetti uno di quei “nuovi lavori” che in tempo di crisi offrono una risposta affidabile essendo ancora un mercato praticamente sconfinato in cui solo pochi pionieri si sono spinti. D’altro canto per le molteplici esperienze di studio o di soggiorno all’estero che i giovani affrontano, come parte della loro formazione, prima di cercare un lavoro in Italia, l’insegnamento dellla lingua italiana costituisce un “passepartout” quasi indispensabile per avere un lavoro e una fonte di reddito che consenta di vivere all’estero.

Il Master Insegnare Italiano a Stranieri L2 è un percorso formativo che punta a formare personale specializzato nell’insegnamento dell’Italiano agli stranieri in Italia e all’Estero, rispondendo con i mezzi più adeguati ai bisogni linguistici di differenti tipi di pubblico: adulti, adolescenti e bambini immigrati, comunità italiane all’estero, studenti in mobilità. Tale formazione non riguarda soltanto gli insegnanti, ma anche i mediatori culturali e i mediatori linguistici. La formazione deve essere “a tutto campo”, concernente gli aspetti linguistici, comunicativi e interculturali.

Icotea punta a formare insegnanti di italiano a stranieri che conoscano l’italiano, con certificazioni di didattica dell’italiano a stranieri, e ne abbiano studiato la struttura morfosintattica, fonetica e grafemica, lessicale e testuale. Inoltre la figura di insegnante cui Icotea guarda come obiettivo deve conoscere la cultura italiana, la storia, sapendole proporre in modo adeguato al livello di competenza degli studenti.

Infine il master di Icotea forma insegnanti di italiano a stranieri che sappiano usare o creare i materiali didattici, sia quelli manuali che quelli digitali.
Sono previsti incentivi economici:
il percorso formativo è parzialmente finanziato mediante Voucher Formativo. Si tratta di un finanziamento dell'Unione Europea, valido fino al 31/11/2017, che ICOTEA ha ottenuto a copertura parziale dell’importo del Master. Infatti, invece che 999,00, con il Voucher l’investimento previsto è di euro 649,00, IVA compresa. Ecco perché è indispensabile iscriversi entro il 30 novembre 2017.

il pagamento è rateizzabile: prima quota all’atto di iscrizione (€ 249,00) e pagamento a saldo (€ 400,00) a fine Master, senza alcun costo aggiuntivo.

L’inizio del Master avviene nelle 24 ore successive all’iscrizione ed ha la durata di 1800 ore. Il Master è incompatibile con altre attività formative, in quanto vige il divieto di contemporaneità con altri corsi universitari. Sia le lezioni che gli esami sono online, mentre un portale formativo sarà attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Sarà disponibile inoltre un Tutor che entro 24 ore risponderà ad ogni tipo di domanda. Con il Corso Icotea gli immigrati, e coloro che sono esterni al nostro Paese, potranno iniziare a sentirsi meno stranieri.

Il nuovo portale INPS è descritto come più moderno, semplice e facile da usare, soprattutto per pagare i contributi, ma all’inizio c’è il rischio di perdersi.
Una volta entrati nel nuovo sito inps.it, bisogna entrare in Entra i MyINPS. Quindi inserire il proprio codice fiscale e PIN.
A questo punto si apre una pagina di benvenuto con una bacheca che si potrà personalizzare aggiungendo o rimuovendo elementi tra quelli disponibili, usando lo strumento GESTISCI WIDGET.
Ma per arrivare subito al servizio ricercato, vai su: TROVA IL SERVIZIO> VERSAMENTO ONLINE DEI CONTRIBUTI DEI LAVORATORI DOMESTICI > ACCEDI A questo punto si apre una finestra. Selezionate DATORI DI LAVORO DOMESTICO, FAMIGLIA > Pagamento Lavoratori Domestici > Nuovo pagamento > Attivi.
A questo punto selezionate il rapporto di cui volete saldare i contributi e cliccate AVANTI. Per inserire il contributo Cassacolf dovete cliccare su QUOTA ASSOCIATIVA e selezionare FONDO COLF.
Nel riquadro inserite il contributo richiesto (ore effettive retribuite x €0,05) e cliccate avanti.
Qualora proprio non ci riusciste a portare a termine la procedura (a noi è risultato “errore interno”), potrete sempre tornare alla vecchia procedura. TROVA IL SERVIZIO> VERSAMENTO ONLINE DEI CONTRIBUTI DEI LAVORATORI DOMESTICI > ACCEDI A questo punto si apre una finestra. Selezionate PORTALE DEI PAGAMENTI e vi ritroverete nel solito vecchio e fidato portale.
Per sapere di più sui contributi da pagare: I CONTRIBUTI

Il titolo non è un’iperbole. Non vuole essere una provocazione, contenente un’esagerazione. Esso, al contrario, può essere una realistica rappresentazione della situazione che sta maturando nel nostro Paese, nel settore del lavoro scolastico.

L’immigrato intellettuale, laureato ma disoccupato, può trovare occupazione nella scuola italiana, come docente.

Sono tanti, anzi tantissimi, gli immigrati in Italia che dispongono di una laurea italiana, o straniera equipollente a quelle italiane dello stesso tipo. A quanti, tra questi, già titolati dal punto di vista della conoscenza della nostra lingua, dovesse interessare l’insegnamento nelle nostre scuole secondarie, tendono la mano le nuove norme, in esame al Parlamento, per la disciplina dell’accesso al Concorso per docenti, che si prevede di prossima indizione.

Tali norme si caratterizzano per un intento di valorizzazione sociale e culturale dell’attività del docente. Richiedono, infatti, 24 crediti formativi universitari o accademici nelle seguenti quattro materie: antropologia, psicologia, pedagogia e metodologia didattica. Inoltre sono orientate a fissare, come requisito minimo, il possesso di almeno sei crediti in almeno tre della quattro materie suindicate.

L’immigrato intellettuale, laureato ma disoccupato, trova in ICOTEA, gli strumenti più consoni all’eventuale suo proposito di trovare occupazione nella scuola italiana, come docente. Per i seguenti motivi:

perché ICOTEA è un Istituto formativo accreditato presso il MIUR, secondo la Direttiva 170/2016 (Codice Esercente ZAIXV), e riconosciuto da vari altri Ministeri, Enti ed Ordini professionali;

perché ICOTEA ha una collaudata esperienza anche nel settore della Mediazione Linguistica e Culturale, avendo attivato in questo senso un apposito Corso di Laurea;

perché ICOTEA ha lavorato da sempre, con strategie mirate, alla predisposizione di strumenti culturali e linguistici per la formazione e preparazione degli stranieri in Italia (Corsi, Master, ecc.);

perché ICOTEA, nell’ambito della sua programmazione, ha già inserito e predisposto un MASTER intitolato “Pedagogia e Scuola”, per un ammontare complessivo di 1500 ore ed una durata di 12 mesi.

La frequenza di questo MASTER consente ai corsisti, alla fine del Corso, di conseguire un attestato avente valore legale sia in Italia che all’estero. Tale attestato comporta il conseguimento per il corsista di 60 crediti formativi universitari o accademici.

Inoltre, l’attestato finale comporta, per i corsisti già operanti nel settore della Sanità, l’ottenimento di 50 crediti formativi in ECM (Educazione Continua in Medicina), essendo ICOTEA accreditato anche presso il Ministero della Salute.

L’occasione è preziosa.

L’attestato potrà essere utilizzato in tutti i concorsi pubblici e per ogni tipo di avanzamento di carriera. Ai dipendenti pubblici e privati ed ai liberi professionisti, esso assegna crediti formativi professionali.

Al Master si accede con la Laurea o con diploma di Laurea in discipline umanistiche, psicologiche, pedagogiche e sociali. Esso si rivolge ad insegnanti, docenti, aspiranti alla docenza tramite il suddetto concorso, ai precari, agli immigrati titolati, ai Capi d’Istituto.

Le novità didattiche, molto utili agli stranieri in Italia, sono rilevanti. Gli studenti potranno avvalersi di un portale formativo attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Le lezioni, che hanno inizio 24 ore dopo l’iscrizione, si effettuano a distanza, online, ed è possibile fruirne, tramite il proprio computer, da qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento. 

Anche gli esami avvengono online.

Ogni corsista può avvalersi dell’attività di un tutor che metterà la sua preparazione alla base delle sue risposte a tutti i quesiti che gli studenti vorranno sottoporgli riguardo agli argomenti del corso.

Il Master ICOTEA, ai vantaggi competitivi derivanti dalle novità didattiche e dalla versatilità di impiego del relativo attestato finale, aggiunge una straordinaria convenienza economica.

Infatti, ICOTEA, grazie alle sue credenziali formative, beneficia di un riconoscimento da parte dell’Unione Europea, che con un Voucher Formativo Finanziato, copre parzialmente il costo del Master per ogni singolo corsista.

Il Voucher è compatibile con la Carta del Docente.

Infine,  in due versamenti.

L’investimento sul futuro è sicuro.

L’integrazione, in una società multiculturale e multietnica, è anche e soprattutto questo: conoscenza, rispetto, apprendimento ed insegnamento delle rispettive culture. 

ICOTEA lo ritiene indispensabile e ne ha fatto un vessillo.

 

 

 

 

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