Colf, badanti e babysitter. Bonus irpef nel 2015, con la dichiarazione dei redditi - Colf e badanti

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altI datori di lavoro domestico non sono sostituti di imposta, quindi i lavoratori dovranno vedersela direttamente con lo Stato. Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate

Roma – 30 aprile 2014 – Mentre gli altri lavoratori dipendenti potranno metterselo in tasca già con le retribuzioni di maggio, colf, badanti e babysitter dovranno aspettare l’anno prossimo per godere del bonus Irpef varato dal governo. Una sorpresa, probabilmente non gradita, contenuta nella circolare esplicativa sul bonus diffusa lunedì scorso dall’ Agenzia delle Entrate.

Ma andiamo con ordine. Innanzitutto, per buona parte dei lavoratori domestici non ci sarà nessun bonus, perché questo non spetta a quanti hanno un reddito lordo fino a 8 mila euro e quindi già non pagano le tasse, i cosiddetti incapienti. Il governo ha annunciato per gli incapienti un altro tipo di intervento, ma per ora non c’è nulla di concreto all’orizzonte.

Il bonus scatta per chi le tasse le paga, ma ha un reddito inferiore a 26 mila euro. Quest’anno è di 640 euro (cioè 80 euro al mese da maggio a dicembre) per i redditi fino a 24 mila euro, ma diminuisce fino ad azzerarsi per i redditi  tra i 24 mila e i 26 mila euro.

Come dicevamo, la stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti troveranno questi soldi già nella busta paga di maggio. I loro datori di lavoro sono infatti sostituti d’imposta, cioè trattengono le tasse dalle loro retribuzioni per conto dello Stato. Potranno quindi applicare subito il bonus e aumentare la loro retribuzione netta.

Per colf, badanti e babysitter, però, il discorso cambia, perché i datori di lavoro domestico non sono sostituti d’imposta. In questo caso, spiega la circolare dell’Agenzia delle Entrate, i lavoratori“possono richiedere il credito [cioè il bonus] nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2014, secondo modalità che saranno specificate nei modelli delle dichiarazioni dei redditi, e, conseguentemente, utilizzarlo in compensazione […] ovvero richiederlo a rimborso”.

In altre parole, i lavoratori domestici che hanno diritto al bonus dovranno chiederlo l’anno prossimo, quando compileranno la dichiarazione dei redditi percepiti nel 2014. E potranno sottrarre i soldi del bonus dalle tasse, oppure farseli pagare direttamente dallo Stato.

EP