Come si calcola la tredicesima dei lavoratori domestici? - Colf e badanti

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Per Natale devo pagare la tredicesima alla mia colf? Quanto le devo dare? Come faccio a sapere l'importo preciso?

 

15 dicembre 2016 -  In occasione del Natale e comunque entro la fine del mese di dicembre, il lavoratore domestico ha diritto a ricevere dal suo datore di lavoro la tredicesima, ossia una mensilità aggiuntiva rispetto a quanto percepito normalmente.

Hanno diritto alla tredicesima tutti i lavoratori domestici, sia conviventi che non,  sia assunti a tempo pieno, part time  o che svolgono il proprio lavoro a “ore” e pertanto per  calcolare l’importo che il datore di lavoro è tenuto a corrispondergli sarà necessario tener conto di come viene svolto il lavoro domestico.

In ogni caso, si tenga presente che la tredicesima è pari ad un dodicesimo dell’intera retribuzione erogata nell’intero anno ma il calcolo deve esser fatto nei seguenti modi.

La tredicesima dei lavoratori domestici a tempo pieno
Qui il calcolo è molto semplice: il datore di lavoro deve moltiplicare la retribuzione mensile per il numero di mesi di servizio della colf, badante o baby sitter e dividere il risultato per 12 (il numero di mesi in un anno). Se il lavoratore è stato assunto da oltre un anno basterà corrispondergli una mensilità aggiuntiva, senza fare nessun calcolo, in tutto e per tutto uguale alla retribuzione mensile concordata.
Se invece il rapporto di lavoro è iniziato durante l’anno allora il calcolo sarà il seguente, tenendo presente che le frazioni di 15 giorni si calcolano come mese intero (esempio assunzione il 16 del mese) moltiplicare la retribuzione mensile per i mesi di effettivo servizio e poi comunque dividere per 12.

La tredicesima dei lavoratori domestici ad ore
In questi casi il datore di lavoro deve moltiplicare lo stipendio settimanale (paga oraria per le ore di servizio nella settimana) per il numero di settimane prestate nell’anno (per rapporti di lavoro iniziati da oltre un anno bisogna moltiplicare per 52 settimane) e poi dividere sempre per 12.

Ai fini del calcolo complessivo, in ogni caso, il datore di lavoro deve tener conto anche delle eventuali assenze per malattia, infortunio o per maternità del lavoratore.

I contributi si pagano sulla tredicesima?
Sulle  somme erogate dal datore di lavoro a titolo di tredicesima non devono essere pagati contributi aggiuntivi all’Inps poiché nei contributi previdenziali versati trimestralmente dal datore di lavoro sono già compresi i ratei di tredicesima.
Il calcolo dei contributi, infatti, si basa sulla retribuzione oraria effettiva corrisposta al lavoratore domestico comprensiva dell’indennità di vitto e alloggio (se dovuta) e del rateo di tredicesima.

Avv. Mascia Salvatore