Tentativi di conciliazione - Colf e badanti

Sidebar

28
Dom, Mag

La conciliazione extragiudiziale

Se ritieni che siano stati lesi i tuoi diritti o le tue aspettative economiche, per rivendicare le tue ragioni, anziché andare subito in tribunale, puoi proporre un tentativo di conciliazione al fine di risolvere consensualmente il contrasto con il tuo datore di lavoro.

Il tentativo di conciliazione è facoltativo: se non lo ritieni opportuno, puoi farne a meno e ricorrere direttamente in giudizio.

Se però il tuo datore di lavoro accetta e sceglie la via della conciliazione, un eventuale accordo è vincolante. In caso di mancato accordo, la commissione di conciliazione è tenuta a fare una proposta; in sede di giudizio il giudice tiene conto di un eventuale rifiuto senza adeguata motivazione.

Quali tentativi di conciliazione posso promuovere?

Il tentativo di conciliazione può avvenire nelle forme previste dal CCNL di riferimento o per mezzo delle commissioni di conciliazione istituite presso la Direzione provinciale del lavoro.

CONCILIAZIONE SINDACALE

Il CCNL 2013 indica che per tutte le vertenze individuali di lavoro relative all'applicazione del CCNL stesso, le parti dovranno esperire, prima dell'azione giudiziaria, il tentativo di conciliazione (art.410 e seguenti C.p.c.)

Questo dovrà essere promosso in sede sindacale, presso l'apposita Commissione territoriale, composta dal rappresentante dell'Organizzazione sindacale di riferimento e da quello della Associazione dei datori di lavoro, cui sono iscritti o hanno conferito mandato rispettivamente il lavoratore e il datore di lavoro.

CONCILIAZIONE AMMINISTRATIVA

In alternativa, si può ricorrere ad una commissione di conciliazione istituita presso la Direzione provinciale del lavoro nella cui circoscrizione è sorto il rapporto di lavoroo presso la quale il dipendente prestava la sua opera al momento della fine del rapporto.

Anche in questo caso, la commissione è composta da rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori, designati dalle rispettive organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello territoriale, nonché da un dipendente dell'Ufficio del lavoro che funge da presidente.

Come posso dare inizio ad un tentativo di conciliazione?

Il tentativo di conciliazione può essere presentato sia in maniera scritta che orale, ma è sempre meglio presentare una tramite richiesta scritta, nella quale bisognerà precisare:

  • nome, cognome e residenza del richiedente e del convenuto;
  • il luogo dove è sorto il rapporto di lavoro ovvero dove il dipendente prestava la sua opera al momento della fine del rapporto;
  • il luogo dove devono essere fatte alla parte richiedente le comunicazioni inerenti alla procedura;
  • l'esposizione dei fatti e delle ragioni posti a fondamento della pretesa.

Alcune commissioni predispongono dei moduli prestampati che possono essere usati.

Una copia della richiesta deve essere contemporaneamente consegnata o spedita alla controparte. Solo se la parte convenuta si costituisce entro 20 giorni dall'avvenuta notifica dell'istanza, l'Ufficio del lavoro convoca entrambi le parti per il tentativo di conciliazione, entro dieci giorni dal ricevimento della richiesta.

Quali sono i tempi previsti per un tentativo di conciliazione?

 

Il tentativo di conciliazione, sia in sede sindacale che amministrativa, deve essere eseguito dalla Commissione entro 60 giorni dalla presentazione della richiesta.

Una volta ricevuta la richiesta, la commissione convoca le parti entro dieci giorni dal ricevimento della richiesta.

Nel caso in cui il tentativo va a buon fine, viene formato un processo verbale, contenente le condizioni raggiunte. Il verbale viene sottoscritto dalle parti, alla presenza del presidente della commissione.

L’accordo così raggiunto nel verbale, per acquistare efficacia, dovrà necessariamente essere presentato, a cura del lavoratore, alla Direzione Provinciale del Lavoro, per essere poi depositato nella Cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione è stato redatto.

Il giudice a quel punto compie un accertamento sulle regolarità del verbale ed emette un decreto con il quale dichiara esecutivo il verbale.

Solo in seguito a questo passaggio, in caso di inadempimento degli accordi del datore di lavoro, il lavoratore potrà dare vita ad procedimento esecutivo per vedersi riconosciuti i propri diritti.

Durante il processo di conciliazione sarà possibile risolvere la controversia mediante un arbitrato irrituale ossia avente la forma di una contrattazione pattizia che vincola le parti al pari di un accordo, anche in deroga alle norme o agli stessi contratti collettivi.