Lavoro domestico a tempo determinato - Colf e badanti

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Mer, Nov

Assunzione a tempo indeterminato o determinato

accordoIl contratto di lavoro domestico è di regola a tempo indeterminato. E’ consentita l'apposizione di un termine (assunzione a termine o a tempo determinato) per ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo.

A titolo esemplificativo:

  • per l'esecuzione di un servizio definito o predeterminato nel tempo, anche se ripetitivo;
  • per sostituire anche parzialmente lavoratori che abbiano ottenuto la sospensione del rapporto per motivi familiari, compresa la necessità di raggiungere la propria famiglia residente all'estero;
  • per sostituire lavoratori malati, infortunati, in maternità o fruenti dei diritti istituiti dalle norme di legge sulla tutela dei minori e dei portatori di handicap, anche oltre i periodi di conservazione obbligatoria del posto;
  • per sostituire lavoratori in ferie;
  • per l’assistenza extradomiciliare a persone non autosufficienti ricoverate in ospedali, case di cura, residenze sanitarie assistenziali e case di riposo.

Per queste causali giustificative, i datori di lavoro potranno avvalersi di agenzie di lavoro interinale per la somministrazione di lavoro a tempo determinato.

L’assunzione a tempo determinata deve essere obbligatoriamente in forma scritta, con scambio tra le parti della relativa lettera di assunzione, nella quale devono essere indicate:

  • le ragioni giustificatrici dell’apposizione del termine e
  • la data di scadenza.

La forma scritta non è necessaria se la durata del rapporto di lavoro, puramente occasionale, non è superiore a 12 giorni calendario.

Il termine del contratto a tempo determinato può essere prorogato, con il consenso del lavoratore, solo se la durata iniziale del contratto è inferiore a 3 anni (36 mesi). In questo caso la proroga è ammessa una sola volta e a condizione che sia richiesta da ragioni oggettive e si riferisca alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato stipulato a tempo determinato.

Se la legge non prevede limiti temporali alla durata di un contratto a tempo determinato, salvo in caso di prolungamento, nella pratica, la durata complessiva del rapporto a termine, compresa la eventuale proroga, non può comunque essere superiore ai 3 anni. Dopo i 3 anni, il contratto viene considerato a tempo indeterminato a partire dalla scadenza dell'ultimo termine.

(Fonte normativa: CCNL 2013)