Colf, badanti e babysitter. Possono essere licenziate durante la gravidanza? - Colf e badanti

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Mar, Giu

L' esperto risponde

La mia colf è in gravidanza. Fino a quando può lavorare? Posso licenziarla e cercare una sostituta?

 

 

Roma - 25 settembre 2015- La legge italiana per la tutela della maternità prevede alcune garanzie per assicurare alla lavoratrice in gravidanza il diritto alla conservazione del posto di lavoro e all’astensione dal lavoro per un periodo delimitato. Continueranno a maturare ferie, TFR ed anzianità.

E’ previsto, infatti, un divieto della futura mamma di prestare attività lavorativa durante gli ultimi due mesi di gravidanza  e fino ai tre mesi di età del bambino. La lavoratrice, se le condizioni mediche lo consentono, può decidere di lavorare fino all’ottavo mese per poter astenersi per i quattro mesi successivi alla data del parto. 

Inoltre, i datori di lavoro non possono licenziare le proprie dipendenti che siano in stato di gravidanza La colf, la badanti e la baby sitter, se il rapporto di lavoro è antecedente all’inizio della gestazione, sin dall’inizio della gravidanza (attestata con idoneo certificato medico) e fino alla fine del congedo di maternità, non può essere licenziata, salvo che per giusta causa o che il contratto a termine non sia naturalmente scaduto.

Il datore di lavoro può pertanto procedere ad licenziamento per giusta causa di una lavoratrice domestica in stato di gravidanza o in congedo di maternità solo se la dipendente ha commesso un atto talmente grave da compromettere il rapporto di fiducia tra le parti rendendo, quindi, non più possibile la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto di lavoro. Può per esempio ritenersi giusta causa l’aver commesso un furto a danno del datore di lavoro o più semplicemente l’essersi assentata, senza giustificazione, per oltre cinque giorni.

Se non sussiste quindi la giusta causa, il datore di lavoro non può licenziare per nessun motivo la lavoratrice in gravidanza fino a tre mesi successivi alla data effettiva del parto. Se la lavoratrice poi ha usufruito del congedo di maternità e ha lavorato fino all’ottavo mese di gravidanza, il divieto di licenziamento vige fino al quarto mese di età del bambino.

Questi principi non valgono se tra il datore di lavoro e la collaboratrice domestica era stato sottoscritto un contratto di lavoro a tempo determinato. In tale caso, infatti, allo scadere del termine previsto nella lettera di assunzione, il rapporto di lavoro potrà cessare anche se la dipendente è in stato di gravidanza.

In caso di assenza della colf in gravidanza sarà comunque sempre possibile assumere una sostituta a tempo determinato durante il periodo di astensione della colf dal lavoro.

 

Avv. Mascia Salvatore