Non ho pagato i contributi per la colf. Posso regolarizzare? - Colf e badanti

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Mar, Giu

L' esperto risponde

Ho assunto regolarmente una colf, ma poi non le ho mai pagato i contributi. Ora lei deve rinnovare il permesso di soggiorno e ha bisogno delle ricevute. Come posso regolarizzare questa situazione?

 

 

 

Roma - 9 ottobre 2015 - Il pagamento dei contributi all’Inps è chiaramente un obbligo stabilito dalla legge, la cui violazione fa derivare una serie di conseguenze.

Inoltre, poiché i  collaboratori domestici, titolari di un permesso di soggiorno per lavoro, al fine di rinnovare il loro permesso, hanno bisogno di dimostrare che percepiscono uno stipendio e che sono versati a loro favore i contributi, prima o poi occorre assolutamente regolarizzare la situazione. Questo anche per evitare che l’Inps prima o poi se ne accorga contestando al datore non solo l’omesso versamento dei contributi, ma richiedendo altresì gli interessi e le sanzioni previste dalla legge.

La regolarizzazione dei contributi non versati può avvenire in modo volontario da parte del datore di lavoro oppure direttamente su richiesta dell’Inps. In questo ultimo caso l’Inps invia un avviso bonario al datore con il quale richiede il versamento del dovuto (contributi, interessi e sanzioni ).

Se invece è il datore di lavoro che vuol provvedere al pagamento senza attendere l’avviso bonario dell’Inps, può presentare il modello LD15 e pagare quanto verrà calcolato dall’Inps in un’unica soluzione o a rate se il datore di lavoro ne ha fatto richiesta.

Nel modello devono essere indicati i dati del datore, del lavoratore,  le ore lavorate nei trimestri di riferimento. Una volta compilato, può essere spedito per posta o presentato direttamente presso l’ufficio INPS competente. L’inps provvedere a calcolare le somme dovute dal datore di lavoro in base alle informazioni indicate nel modello presentato.

Pagamento tardivo dei contributi

Il datore di lavoro che paga in ritardo i contributi è soggetto ad una sanzione fino ad un massimo del 40% sull’importo dovuto nel trimestre di riferimento. Si applica altresì il tasso di interesse vigente alla data del pagamento.

Questo tasso di interesse si applica solo se il  datore di lavoro effettua spontaneamente il versamento entro i 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi e prima che gli sia stata contestata l’omissione da parte dell’Inps. Se paga oltre questo si applica una aliquota pari al  30% in base annua sull’importo evaso nel trimestre.

 

 

 

Avv. Mascia Salvatore