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Sab, Lug

Ultime novità per colf, badanti e babysitter in nero che rischiano di restare senza reddito fino alla fine dell’emergenza Coronavirus

Prosegue il lavoro del Governo sul reddito di emergenza (REM), una nuova misura di sostegno al reddito a favore delle fasce più deboli della popolazione.  Si tratta di un bonus che spetterà a tutti quei lavoratori in nero che rischiano di restare senza reddito fisso fino alla fine dell’emergenza Coronavirus, e che per paura dei controlli preferiscono non fare domanda di sussidio.

Leggi in romenoVenit de urgență 2020 pentru badante care muncesc la negru: Unde se depune cererea și ce sume se dau

Quanto spetta ai beneficiari?

Ai destinatari del REM spettaranno dai 400 euro per singolo famigliare fino ad un massimo di 800 euro a seconda dei componenti del nucleo famigliare”.  Secondo la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo  “si tratterà di una misura a tempo che potrà durare qualche mese”, a seconda della durata dell’emergenza sanitaria.

Dove presentare la domanda?

Per aver il reddito di emergenza occorrerà fare domanda all’INPS.  Sarà necessario attivare il PIN o lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) per accedere al servizio online.  II decreto stabilirà a breve, probabilmente a maggio,  tutti i requisiti e le modalità per la presentazione della domanda e per ricevere il pagamento. 

Chi può fare domanda?

Attualmente i beneficiari del REM sono:

i lavoratori in nero

i lavoratori irregolari e disoccupati senza alcun sostegno al reddito

i lavoratori domestici colf e badanti sospesi o licenziati

i lavoratori precari con contratto scaduto

i lavoratori che hanno finito il sussidio di disoccupazione

Il REM sarà collegato ad una formazione online obbligatoria per il reinserimento nel mondo del lavoro.

Vedi ancheCoronavirus: prende forma il Decreto Cura Italia con bonus e reddito di emergenza per colf, badanti e babysitter

 

Decreto Cura Italia: in arrivo nuove misure di sostegno al reddito per i 3 milioni di colf e badanti e altri collaboratori domestici rimasti senza reddito a causa dell’emergenza coronavirus.

 

Indennità per colf e badanti regolari


In arrivo nuove misure di salvataggio per i 3 milioni di lavoratrici e lavoratori domestici che prestano un’attività lavorativa continuativa di assistenza alla vita famigliare.

Le ultime misure previste da decreto Cura Italia, attese per il 22 aprile, si estendono dunque anche a colf e badanti, categorie rimaste escluse dai precedenti decreti. Si tratta di un’indennità di:
- 600 euro per colf e badanti a tempo pieno
- 400 euro per colf e badanti in part time


L'indennità andrà a oltre 60% delle 860 mila lavoratrici domestiche regolari che si sono viste sospendere o interrompere il rapporto di lavoro a causa del Covid 19, oppure che si sono messe in quarantena o in malattia e che dunque stanno rimanendo senza reddito a causa dell’emergenza coronavirus.

Una sorta di cassa integrazione in deroga per lavoratori domestici regolari con procedura semplificata per usufruire del beneficio senza le lungaggini burocratiche normalmente previste per questi ammortizzatori sociali. Il bonus sarà erogato dall’Inps previa domanda.


Indennità prevista anche per colf e badanti in nero

Colf, badanti e babysitter che lavorano in nero invece potranno usufruire del REM, o “reddito di emergenza”, un bonus di 500 euro al mese per due mesi destinato ai 3 milioni di cittadini rimasti fuori dagli interventi di sostegno al reddito predisposti ad oggi e che rischiano di restare senza reddito a causa dell’emergenza sanitaria. Alla misura accederà chi non ha i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza.


Come si potrà accedere al Reddito di Emergenza (REM) 

Per accedere al reddito di emergenza sarà sufficiente presentare un’autodichiarazione in cui si afferma – sotto la propria responsabilità - di non disporre di cassa integrazione o altri mezzi di sussistenza. Dunque sarà necessario essere senza reddito per richiedere questa misura di sostegno. I controlli sulla veridicità delle informazioni avverranno in un secondo momento; in caso di falsa dichiarazione, scatteranno le sanzioni previste dalla normativa. L’erogazione del REM dovrebbe avvenire i tempi stretti, anche se non sono ancora chiare le modalità, se attraverso il conto corrente, l’INPS o i patronati. 

Aumento delle assunzioni in tempi di coronavirus

È interessante notare come in piena crisi sanitaria sia in corso un aumento di regolarizzazioni dei contratti di lavoro domestici finora sommersi. Secondo i dati Fidaldo, la federazione delle associazioni di datori di lavoro domestico, la maggioranza delle nuove assunzioni sono regolarizzazioni di persone che già lavoravano in modo sommerso per timore che queste siano fermate dalle forze dell'ordine nel percorso casa lavoro con relative conseguenze. Infatti, sebbene per diverse motivazioni molte famiglie abbiano deciso di lasciare a casa le proprie Colf, badanti e babysitter, queste se in possesso di un regolare contratto di assunzione, possono svolgere regolarmente la loro prestazione.

 

Georgia Gaida

Il 20 ottobre è, infatti, partita l’Operazione ‘Silenti 2018’ che prevede l’invio di "avvisi bonari" a tutti i datori di lavoro domestico per il mancato pagamento dei contributi a colf, badanti e babysitter. È quanto comunica Assindatcolf, associazione nazionale dei Datori di Lavoro Domestico.

Si tratta di un’operazione di routine – dichiara Assindatcolf – che viene avviata con cadenza annuale da parte dell’Inps al fine di regolarizzare le posizioni per le quali risulti una scopertura contributiva del lavoratore di almeno un trimestre.

Il periodo oggetto di verifica è il 2014.

Il datore di lavoro domestico che riceve l'avviso bonario dell'Inps dovrà recuperare la documentazione relativa al rapporto di lavoro per il quale si è ricevuta la contestazione e verificare se effettivamente la richiesta dell’Istituto sia fondata o, al contrario, sia stata generata a causa di un’imprecisione nelle comunicazioni.

Non si tratta di cartelle esattoriali, bensì di avvisi bonari in cui si chiederà di sanare entro 30 giorni eventuali irregolarità o, in caso di errata contestazione, di comunicare la notizia all’Inps, con le modalità indicate nell’avviso di accertamento.

Nel 2017 l’operazione ‘Silenti’, per un errore del sistema, generò il panico in migliaia di datori di lavoro domestico che si videro recapitare ‘cartelle pazze’ con cifre esorbitanti per rapporti di lavoro conclusi anche decenni prima.

“Le Sedi Inps centrali e periferiche – commenta a questo proposito Assindatcolf – hanno già provveduto a verificare e bloccare le ‘inadempienze non dovute’, pertanto riteniamo che non si ripeterà quanto avvenuto nel 2017.”

In ogni caso, si consiglia alle famiglie coinvolte di contattare la Assindatcolf locale per avere ogni chiarimento e tutta l’assistenza del caso.

Il nuovo portale INPS è descritto come più moderno, semplice e facile da usare, soprattutto per pagare i contributi, ma all’inizio c’è il rischio di perdersi.
Una volta entrati nel nuovo sito inps.it, bisogna entrare in Entra i MyINPS. Quindi inserire il proprio codice fiscale e PIN.
A questo punto si apre una pagina di benvenuto con una bacheca che si potrà personalizzare aggiungendo o rimuovendo elementi tra quelli disponibili, usando lo strumento GESTISCI WIDGET.
Ma per arrivare subito al servizio ricercato, vai su: TROVA IL SERVIZIO> VERSAMENTO ONLINE DEI CONTRIBUTI DEI LAVORATORI DOMESTICI > ACCEDI A questo punto si apre una finestra. Selezionate DATORI DI LAVORO DOMESTICO, FAMIGLIA > Pagamento Lavoratori Domestici > Nuovo pagamento > Attivi.
A questo punto selezionate il rapporto di cui volete saldare i contributi e cliccate AVANTI. Per inserire il contributo Cassacolf dovete cliccare su QUOTA ASSOCIATIVA e selezionare FONDO COLF.
Nel riquadro inserite il contributo richiesto (ore effettive retribuite x €0,05) e cliccate avanti.
Qualora proprio non ci riusciste a portare a termine la procedura (a noi è risultato “errore interno”), potrete sempre tornare alla vecchia procedura. TROVA IL SERVIZIO> VERSAMENTO ONLINE DEI CONTRIBUTI DEI LAVORATORI DOMESTICI > ACCEDI A questo punto si apre una finestra. Selezionate PORTALE DEI PAGAMENTI e vi ritroverete nel solito vecchio e fidato portale.
Per sapere di più sui contributi da pagare: I CONTRIBUTI

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E' arrivata la fine del trimestre. Tempo di versare i contributi per la vostra colf o badante. Ma avete pagato il contributo Cassacolf?

Un altro contributo?? Sì, piccolo ma importante. Si tratta di un contributo minimo ma obbligatorio, che bisogna pagare contestualmente ai normali contributi Inps. 

Come al solito si va sul sito dell'INPS, si controlla l'importo, si fanno le modifiche ai dati dei contributi trimestrali ma ecco che in fondo alla scheda trovate “Contributi di assistenza contrattuale o di finanziamento al fondo bilaterale”.

Il primo istinto è “no, questo non c’entra con me, vado avanti”. E invece no, fermatevi un attimo, perché si tratta di Cassacolf.

Il contributo Cassacolf assicura il datore di lavoro in caso di infortuni alla colf o badante e prevede indennità aggiuntive per malattie e ricoveri della dipendente.

E tutto per una cifra minima: € 0,03 per ogni ora retribuita al dipendente (di cui € 0,02 a carico del datore di lavoro e € 0,01 a carico del dipendente.

Ecco i dettagli su come pagare e quanto: Cassacolf: come pagare il contributo

 

 

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